- FERRARA PATRIA NOSTRA -

 

Le origini di Ferrara sono avvolte nel mistero. Nella pianura ferrarese sono scarsi gli insediamenti verificatisi prima dell'Alto Medioevo.
A Bondeno sono stati ritrovati reperti risalenti all'età del bronzo, mentre nella zona costiera si sviluppò Spina (città etrusca, fondata nel VI secolo circa), che con l'occupazione dei Galli scomparve.Successivamente si verificarono alcuni insediamenti romani presso Gambulaga e Voghenza e fu proprio il decadimento di quest'ultima città, sede di diocesi paleocristiana, a favorire la nascita di Ferrara nel corso delle guerre fra Longobardi e Bizantini.
Il suo nome comparve per la prima volta in un documento dell'anno 753, emanato dal re longobardo Desiderio.
Dopo il dominio longobardo, la città passò alle autorità ecclesiastiche, ma erano già visibili i primi segni che portarono poi Ferrara a città comunale. La grande stagione culturale iniziò con la fondazione, nel 1391, dell'Università, essa vide laurearsi del XVI secolo Niccolò Copernico (1503) e Paracelso.

Fu un continuo crescendo di cultura e di sfarzo, che portarono la Corte Estense ai massimi livelli europei, centro di straordinarie esperienze culturali: nella letteratura, nella pittura, nella musica, nel teatro e nell'architettura. La Ferrara degli Estensi si presenta come una città dall'orizzonte culturale eccezionalmente ampio.
In città convennero umanisti come Guarino Veronese, artisti del rango di Leon Battista Alberti, Pisanello, Piero della Francesca, Rogier van der Weyden e Tiziano. La scuola locale, chiamata "Officina Ferrarese", annoverò i nomi di Cosmè Tura, Ercole de' Roberti e Francesco del Cossa. Tutti i massimi musicisti del tempo lavorarono per i duchi di Ferrara, per i quali furono anche scritti i versi immortali di Boiardo, Ariosto e Tasso.
Accanto ai nomi dei signori, come il diplomatico Niccolò III, l'intellettuale Leonello, il magnifico Borso, o ancora Ercole I, il promotore della grande Addizione, e Alfonso, il soldato, brillarono quelli delle principesse: l'infelice Parisina Malatesta, la saggia Eleonora d'Aragona, la bellissima e calunniata Lucrezia Borgia, oppure l'intellettuale Renata di Francia, seguace di Calvino. Nel periodo che va dal 13. al 16. secolo la Corte Estense fece di Ferrara una capitale della cultura rinascimentale, legando indissolubilmente la città e il casato in un'immagine di splendore ed eleganza. Durante gli oltre trecento anni di dominio estense Ferrara fu sede di una corte di rango europeo capace di elaborare una cultura originale e di diffonderla all'esterno.